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giovedì 17 luglio 2014

Displasia dell’Anca nel Cane: Duplice Osteotomia Pelvica

La duplice osteotomia pelvica per la correzione della displasia dell’anca nasce dal suo antesignano la triplice osteotomia pelvica, questa tecnica rispetto alla precedente presenta diversi vantaggi.
      
La duplice osteotomia pelvica è un intervento che mira a neutralizzare le forze che tendono a far lussare l’anca per l’inclinazione del bordo acetabolare dorsale mediante la rotazione di una parte del bacino.
Abbiamo già visto negli altri articoli come effettuare una diagnosi precoce di displasia, riprendiamo i punti salienti e poi vediamo la tecnica chirurgica.
-Età: dai 5 mesi in poi
-Angolo DAR: eccessivo maggiore di 10°
-AR: tra 25° e 40°
-AS: inferiore a 25°
-Bordo Acetabolare dorsale conservato
-Riempimento Acetabolare assente
-Sublussazione delle teste femorali senza artrosi
La presenza di questi rilievi consente di inserire il cucciolo in un protocollo che prevede la duplica osteotomia pelvica.
La tecnica chirurgica prevede due tagli (osteotomie) uno a livello del pube con accesso a livello dell’inguine e uno a livello dell’ileo con accesso dalla coscia.
L’osteotomia a livello iliaco deve avere una determinata angolazione che permetterà, con l’inserimento di una placca e la rotazione assiale del bacino.
La rotazione del bacino determinerà una maggiore copertura della testa del femore da parte dell’acetabolo e una riduzione dell’angolo DAR.
Esistono diversi tipi di placche per la chirurgia, prodotte da diverse case, ma la minor morbilità rispetto alla vecchia triplice osteotomia pelvica ha ridotto, secondo me, la differenza di resa dei diversi modelli.
Le placche inoltre possono avere inclinazioni diverse per determinare una maggiore o minore rotazione del bacino.
La scelta deve essere effettuata caso per caso considerando il paziente nel suo insieme a partire dall’angolo DAR rilevato.
Con questo intervento si ottiene una maggior copertura acetabolare della testa femorale riducendo così la tendenza alla sublussazione e a sviluppare la displasia.
La selezione del paziente riveste una notevole importanza come importante è la collaborazione del proprietario nel periodo post chirurgico.
La duplice osteotomia pelvica, se correttamente eseguita, garantisce una rapida ripresa del paziente, richiede un controllo del movimento per i 40 giorni successivi alla chirurgia. Delle belle passeggiate al guinzaglio garantiscono una buona ripresa e non stressano la sede dell’intervento.
Nei prossimi articoli approfondiremo vari aspetti di questo approccio chirurgico alla displasia dell’anca.
 
Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello.

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lunedì 23 giugno 2014

Proiezione DAR: Displasia dell’Anca nel Cane

Passiamo ora a parlare di un indagine radiografica considerata avanzata: la proiezione DAR. Questa proiezione fornisce moltissime informazioni e va effettuata per valutare attentamente soggetti con predisposizione a forme evolutive di displasia e/o per valutare il trattamento più indicato da intraprendere in caso di displasia.
Vediamo in cosa consiste: è una radiografia in cui il cane viene posizionato in modo che i raggi colpiscono il bacino longitudinalmente in modo da mettere in evidenza il bordo acetabolare dorsale.
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Questa è la parte dell’acetabolo in cui si appoggia la testa del femore quando il cane è in piedi o cammina. Cerchiamo ora di capire come si misura e cosa significa l’angolo DAR.
Con questo studio otteniamo un numero che indica l’angolo DAR. L’inclinazione del DAR si calcola tracciando la tangente all’acetabolo nel punto di contatto più laterale con la testa del femore e misurando l’angolo che si forma con il piano orizzontale.
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Radiografie di un soggetto normale. Le fraccie in rosso indicano come viene effetuata la misura del DAR.
I valori ottenuti possono indicare una situazione normale con un DAR minore di 7,5° e un margine laterale netto, vanno invece considerati patologici gradi maggiori di 7,5°. Gradi molto maggiori (15 – 30°) con margini laterali arrotondati e/o erosi sono da considerare gravemente patologici.
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In queste immagini si può vedere una situazione grave in cui il DAR di sinistra è completamente eroso, mentre quello di destra presenta un angolo DAR molto elevato
L’angolo DAR indica la tendenza a far scivolare verso l’esterno la testa del femore: più alto è l’angolo maggiore sarà la tendenza a far scivolare verso l’esterno la testa del femore. Aumenter quindi la spinta alla sublussazione con aumento della lassità articolare e precoce erosione del margine laterale .
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Queste due radiografie mostrano un paziente con le anche entrambe sub-lussate e margini acetabolari dorsali completamente appiattiti: situazione estremamente grave.
I dati forniti da questo studio, associati ai dati rilevati dalle indagini standard, consentono di emettere una corretta prognosi e di scegliere l’intervento più indicato.
L’esecuzione di questo studio radiografico richiede oltre all’esperienza dell’operatore una tecnica radiografica ineccepibile: negli ultimi anni con l’avvento della radiologia digitale la lettura di questi radiogrammi è migliorata di molto.
 
Articolo a cura della, Clinica Veterinaria Borgarello
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venerdì 6 giugno 2014

Solcoplastica Trocleare


Continuiamo il discorso del trattamento chirurgico della lussazione della rotula nel cane. In questo articolo prenderemo in considerazione le tecniche di ricostruzione ossea che basano il loro intervento agendo sul solco trocleare, per essere più precisi determinano una maggiore stabilità della rotula aumentando la profondità del solco trocleare.

Per ottenere un solco trocleare più profondo e quindi in grado di accogliere maggiormente la rotula esistono principalmente tre tecniche chirurgiche.

1. Plastica del solco trocleare: per ottenere un solco abbastanza profondo da alloggiare la rotula la cartilagine articolare viene asportata fino all’osso sub-condrale. Il conseguente processo fibroplastico porterà ad una pavimentazione del solco con tessuto fibrocartilagineo che viene ritenuto un sostituto accettabile della cartilagine ialina a questo livello. L’asportazione del tessuto avviene con un ossivora e il chirurgo deve prestare molta attenzione per ottenere un solco estremamente liscio e in grado di permettere un agevole decorso della rotula.

2. Plastica del solco trocleare con riposizione: il risultato anche in questo caso prevede un alloggiamento più profondo per la rotula che lussa e viene ottenuto effettuando con una sega un cuneo a “V” (come potete vedere nell’immagine) che include il solco trocleare. Il taglio vierne allargato da uno o da entrambi i lati in modo da permettere al cuneo una volta reinserito di trovarsi in posizione più profonda. Con questo intervento si mantiene una superficie di scorrimento con cartilagine ialina.

3. Condroplastica trocleare: questa tecnica è applicabile solamente nei cuccioloni fino ai sette nove mesi di età, assomiglia alla plastica del solco trocleare ma prima di procedere all’asportazione di tessuto viene sollevato dal solco un lembo di cartilagine che verrà riposizionato sul nuovo solco. Il lembo trasposto rimane vitale e mantiene la sua funzionalità. I tre interventi descritti presentano vantaggio e controindicazioni che andranno valutate volta per volta e adattate al soggetto che abbiamo di fronte.

Non esiste un intervento migliore in assoluto, esiste il miglior intervento per quel determinato paziente.

Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello.

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martedì 29 aprile 2014

Necrosi Asettica Testa del Femore


Abbiamo già trattato in passato la Necrosi asettica della testa del femore in un articolo del 2009, oggi vogliamo approfondire quelli che sono gli aspetti genetici ed il controllo ai fini della riproduzione.
In Italia le centrali di lettura per la displasia dell’anca (FSA e CeLeMaSche) sono anche accreditate per la certificazione della necrosi asettica della testa del femore. I veterinari autorizzati dalle centrali di lettura possono eseguire le indagini radiografiche ed emettere la diagnosi di “affetto” o “esente”. 

 
Il protocollo prevede l’esecuzione di una radiografia del bacino in proiezione ventrodorsale standard (VD1). Il cane sottoposto ad esame deve essere identificato e i suoi dati corrispondere a quelli del pedigree: microchip e proprietario.
La radiografia viene eseguita con il cane in “sedazione” come per la displasia dell’anca, la posizione va controllata attentamente in modo da avere i femori ben distesi e paralleli tra di loro e alla colonna vertebrale, il bacino deve essere simmetrico e le rotule al centro dei condili omerali.
La diagnosi viene emessa subito dopo l’esecuzione della radiografia.
Per l’ufficializzazione dell’esame è necessario inviare l’apposita modulistica alla centrale che controlla i documenti, li registra e poi invia una copia del referto al proprietario del cane, una copia all’ENCI, una al club di razza ed una al veterinario esecutore. 

La certificazione può essere richiesta da chiunque possegga un cane ed abbia intenzione di farlo riprodurre, è fondamentale per chi vuole allevare anche solo a livello amatoriale.
Esistono delle razze in cui è fortemente indicata l’esecuzione dell’indagine:


BARBONE TOY 


CARLINO 


YORKSHIRE TERRIER 

E ci sono razze in cui è indicata l’esecuzione:


WEST HIGHLAND WHITE TERRIER 


CAIRN TERRIER 


BOSTON TERRIER 


FOX TERRIER


JACK RUSSEL TERRIER 


CHIHUAHUA 


BARBONE NANO 


LHASA APSO 


PINSCHER 


AUSTRALIAN TERRIER 


BASSOTTO 


BICHON  FRISÈ 


COCKER SPANIEL 


LAKELAND TERRIER 


PICCOLO LEVRIERO ITALIANO 


VOLPINO DI POMERANIA 


SCOTTISH TERRIER 


PECHINESE 


MALTESE 


SCHNAUZER NANO 


Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello

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lunedì 28 aprile 2014

Artrosi nel Cane: si può prevenirla?

L’artrosi è la patologia articolare del cane e del gatto più diffusa. L’osteoartrosi è un grave problema, e può colpire i cani di tutte le razze. Le articolazioni più frequentemente affette sono l’anca, il ginocchio e il gomito.

Scopriamo insieme cos’è:
E’ una malattia degenerativa delle articolazioni
E’ progressiva: continua a peggiorare
E’ molto dolorosa
E’ invalidante
Quali sono i cani più a rischio?
I cani di alcune razze
I cani con patologie articolari
I cani con problemi di peso
I cani che fanno molto sport

Come posso tutelare il mio cane prima che insorga?
E’ dimostrato che glucosamina e condroitinsolfato sono componenti base della matrice cartilaginea e contribuiscono al mantenimento della funzionalità e mobilità articolare, aiutando a rallentare la degenerazione cartilaginea sia nei cuccioli che nei cani adulti predisposti per razza, peso e tipo di attività.
Ci sono molti lavori in letteratura che dimostrano l’utilità dell’integrazione con questi principi attivi. Il beneficio ottenuto con cicli ripetuti di somministrazioni aiuta a ridurre la degenerazione articolare.
Solo i prodotti con questi componenti puri al 100% possono garantirne l’efficacia. Cosequin start ha questi principi attivi opportunamente dosati per agire efficacemente nella protezione preventiva delle cartilagini sia nei cuccioli che nei cani adulti.
Non aspettare che insorga il dolore inizia da subito la prevenzione con mezza compressa ogni 10 kg.
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Bastano pochi centesimi al giorno per proteggere il tuo cucciolo:
Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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Displasia dell’Anca: Sinfisiodesi Pubica

Iniziamo con questo articolo a parlare delle soluzioni terapeutiche che si possono adottare per contrastare l’insorgere della displasia dell’anca. Partiamo in ordine temporale con la crescita del cucciolo e iniziamo dalla sinfisiodesi pubica.
La sinfisiodesi è un intervento miniinvasivo introdotto da pochi anni nella pratica comune per contrastare la displasia nel cucciolo in una fase molto iniziale. Questa tecnica applicata in casi ben selezionati è in grado di correggere o limitare in maniera efficace lo sviluppo della displasia dell’anca. Eseguita in età precoce previene la degenerazione artrosica che consegue alla displasia.
In cosa consiste: l’obiettivo è quello di ottenere una riduzione dell’inclinazione del tetto acetabolare (l’angolo DAR di cui abbiamo già parlato). Questa rotazione degli acetaboli viene ottenuta in modo naturale durante la rimanente crescita del cucciolo. Tecnicamente è causata dalla spinta dei rami dell’ileo associata all’arresto di crescita dei rami del pube.
La rotazione dell’acetabolo determina una maggior copertura della testa femorale con aumento della stabilità articolare e minor tendenza alla sublussazione: chiare cause di sviluppo della displasia (come spiegato in questo articolo).
L’intervento di sinfisiodesi come tutti gli altri interventi effettuati sui cuccioli per correggere o rallentare la displasia presuppone l’esclusione del cane (maschio o femmina) dalla riproduzione. L’intervento modifica la manifestazione della displasia (il fenotipo) rendendo il soggetto a volte completamente esente, ma non altera il suo DNA per cui continua ad essere un portatore del carattere.
La sinfisiodesi pubica, anche per questo motivo, non può essere eseguita in maniera indiscriminata in ogni cucciolo che presenti segni iniziali di displasia; occorre una rigorosa selezione del paziente. I pazienti con forme lievi in cui potrebbe bastare una terapia medico/conservativa e i soggetti con displasia troppo grave non sono dei candidati per questo intervento.
Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello.
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Lussazione Rotulea: la Chirurgia


Continuiamo a parlare di lussazione della rotula e iniziamo a prendere in considerazione quelli che sono gli interventi chirurgici che possono aiutarci nella risoluzione del problema.


Oggi prenderemo in esame la serie di chirurgie che mirano a ridurre la lassità della rotula e mirano ad impedirne la lussazione agendo sui tessuti molli articolari e periarticolari.


Come già ampiamente discusso le tecniche chirurgiche vanno valutate caso per caso e molto spesso ci sarà un a associazione di diverse tecniche.
La prognosi degli interventi è generalmente da buona ad ottima nelle lussazioni rotulee di grado minore (primo e secondo grado), mentre è da discreta a buona nelle lussazioni di terzo e quarto grado.


Le tecniche ricostruttive dei tessuti molli che vedremo dopo se utilizzate da sole vanno limitate a lussazioni rotulee minori e su cani di piccola taglia: la sottostima della gravità della lussazione non può che portare ad un insuccesso soprattutto in cani di taglia grande. 

Embricatura del retinacolo mediale o laterale: questa tecnica chirurgica può essere realizzata sia per la lussazione rotulea mediale che per la lussazione rotulea laterale. Consiste nell’incisione della fascia che forma il retinacolo e la capsula articolare con una conseguente doppia sutura tale da determinare una embricatura con sovrapposizione della parte eccedente di questo tessuto. Deve essere eseguita dalla parte laterale se la lussazione è mediale e dalla parte mediale se la lussazione è laterale.
Tecnicamente dopo aver inciso la capsula ad alcuni millimetri dalla rotula si sutura il margine vicino alla rotula a livello della parte più laterale del fornice della capsula articolare, il margine diventato libero lateralmente viene trasposto sopra il tessuto suturato e fissato vicino alla rotula.
Questa tecnica può essere associata alla sutura antirotazionale a tirante tra tibia e rotula.

Sovrapposizione della fascia lata: questa tecnica è applicabile solo in caso di lussazione mediale, si determina stabilità suturando il margine del bicipite femorale con l’aponeurosi che è presente tra il vasto laterale ed il retto femorale. La fascia lata viene sovrapposta per conferire meggior stabilità. Questa tecnica raramente viene utilizzata da sola perché non aumenta gran che la stabilità rotulea.

Sutura antirotazionale a tirante tra tibia e rotula: si crea un legamento rotuleo laterale con una sutura non riassorbibile che limita lo scarrocciamento della rotula. La sutura viene fissata caudalmente a livello della fabella laterale se la lussazione rotulea è mediale, a quella mediale in caso contrario. Le suture vengono poi fissate o a livello del tubercolo tibiale, del legamento rotuleo distale o fatte passare intorno alla rotula. Questa tecnica viene indicata in associazione alla plastica trocleare. Nell’apporre le suture bisogna valutare attentamente il punto di inserimento perché la rotula cambia posizione durante la flesso estensione e determinerà quindi un maggior carico a livello della sutura. Si è visto che con il passare del tempo molte volte le suture si allentano o si rompono ma il tessuto fibroso creatosi intorno al filo ed il riallineamento dei tessuti molli fanno sì che la funzionalità sia mantenuta.
Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello 

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Displasia dell’Anca nel Cane: Terapia Medica del Cucciolo

Questa volta affrontiamo un argomento molto dibattuto e controverso: la terapia medica conservativa nella displasia del cucciolo. 
  
Cosa si intende e quando vanno utilizzate queste terapie?
Nei cuccioli possiamo trovarci di fronte a quadri estremamente differenti e ognuno di essi va valutato nel complesso: età, razza, sesso, sintomi, rilievi radiografici e clinici ecc..
L’utilizzo della terapia medica può essere utilizzato quando non ci sono le indicazioni per un approccio chirurgico oppure quando prima dell’approccio chirurgico si vuole rivalutare a breve distanza di tempo il cucciolo.
Sono terapie multi modali e per avere successo vanno attuate con attenzione dal proprietario.
Le cure mirano da una parte a rimuovere tutte quelle componenti (viste in questo articolo) che favoriscono l’espressione fenotipica della displasia e dall’altra si avvalgono di presidi medici per ridurre l’infiammazione e rinforzare le cartilagini.
Vediamo insieme tutti i punti:
Riduzione del peso: una delle cause che maggiormente incidono su un alterato sviluppo del cucciolo è sicuramente il sovrappeso. Esistono delle razze che sono più predisposte all’obesità e altre meno. Se il vostro cucciolo fa parte di queste è bene prestare molta attenzione. I primi segno di sovrappeso sono rappresentati da depositi adiposi visibili sulle costole e sulle vertebre lombari ed il giro vita inizia a  essere scarsamente apprezzabile.
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Controllo dell’esercizio fisico: altro punto molto importante è il controllo dell’esercizio fisico che da una parte deve stimolare uno sviluppo muscolare corretto e dall’altra non sollecitare in modo anomalo le articolazioni. Un cane in sovrappeso che salta dal mattino alla sera determina una eccessiva sollecitazione alle capsule articolari. In caso di terapia conservativa è indicata una limitazione dello spazio a disposizione e delle belle passeggiate al guinzaglio.
Controllo degli integratori alimentari: oramai da anni si è appreso che un eccesso di integrazione con vitamine e sali minerali è dannoso.
Alimentazione bilanciata: in questa fase della vita del cucciolo è molto importante utilizzare un alimentazione bilanciata, il mio consiglio è quello di utilizzare alimenti per cuccioli specifici per la taglia. L’alimentazione casalinga, per quanto allettante, non è in grado di fornire una pari qualità.

Condroprotezione: è dimostrato che glucosamina e condroitinsolfato sono componenti base della matrice cartilaginea e contribuiscono al mantenimento della funzionalità e mobilità articolare, aiutando a rallentare la degenerazione cartilaginea sia nei cuccioli che nei cani adulti predisposti per razza, peso e tipo di attività. Ci sono molti lavori in letteratura che dimostrano l’utilità dell’integrazione con questi principi attivi. Il beneficio ottenuto con cicli ripetuti di somministrazioni aiuta a ridurre la degenerazione articolare.
Antiinfiammatori: l’utilizzo di FANS deve essere limitato a quei cuccioli con una sintomatologia algica da gestire e vanno limitati a brevi periodi.
Cerchiamo di capire insieme quali sono i cuccioli che possono rientrare in questa categoria terapeutica: tendenzialmente tutti quei cuccioli che non presentano le indicazioni per un approccio chirurgico ma hanno un eccesso di lassità articolare oppure cuccioli che pur presentando già le indicazioni per un trattamento chirurgico si vogliano rivalutare dopo un breve periodo 30- 40 giorni per valutare gli effetti della terapia conservativa.
Un cardine fondamentale per attuare queste terapie è la diagnosi estremamente precoce, se si sottopongono ad esame soggetti di 7 – 8 mesi è ormai tardi per farli rientrare in questi protocolli.
Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello.
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Lussazione della Rotula nel Cane


La lussazione mediale della rotula del cane è una patologia ortopedica che si manifesta prevalentemente in cani giovani, di taglia piccola o toy. 


La lussazione rotulea è una patologia dell’arto posteriore solitamente di origine displasica anche se sono possibili cause di origine traumatica che portino ad un disallineamento dell’arto posteriore.
La lussazione mediale è generalmente associata a più alterazioni come: varismo del femore distale, valgismo della tibia prossimale, torsione di tibia o femore, alterazione del solco trocleare (canale in cui scorre normalmente la rotula) ed altre alterazioni dell’allineamento dell’arto.
Nei disegni potere vedere le diverse componenti dell’articolazione del ginocchio e come si comporta la rotula lussata.
Si riscontra generalmente nei cani piccoli anche se occasionalmente si può rilevare in cani di taglia grande o addirittura gigante.
Altre volte si può vedere associata alla rottura di uno dei legamenti crociati di cui è causa predisponente. 
La rotula è indispensabile per l’estensione dell’arto posteriore e una sua lussazione fuori del solco porta a incapacità di reggersi su quell’arto. La sintomatologia si manifesta con zoppia di diversa gravità di una o entrambe le zampe posteriori a seconda della gravità e del grado di lussazione.
La diagnosi generalmente viene fatta con una visita ortopedica, lo studio radiografico serve solo a confermare lo stato del solco trocleare e le alterazioni nell’allineamento dell’arto. 
Generalmente la gravità della lussazione rotulea si classifica in 4 gradi: 

- Grado 1: la rotula lussa in modo intermittente e determina un saltuario mancato appoggio della zampa. Alla visita si sente la rotula lussare facilmente con l’estensione del ginocchio ma ritorna da sola nella sua sede durante la flessione. Questi soggetti tendono piano piano a peggiorare.


- Grado 2: lussazione frequente o quasi persistente, tende comunque a riposizionarsi da sola o con extrarotazione della tibia. Questi soggetti presentano una zoppia intermittente e saltuariamente presentano un saltellamento. 


- Grado 3: la rotula si presenta sempre lussata e può essere ridotta solo manualmente, la zoppia è costante. Può essere presente un mopvimento anomalop al garretto. 


- Grado 4: lussazione rotulea permanente non riducibile neanche manualmente. Le anomalie osteoarticolari sono marcate e di difficile correzione.

Terapia: 
Per la lussazione mediale della rotula la terapia di elezione è chirurgica e si basa su una serie di interventi che correggono le deviazioni di allineamento e aumentano la stabilità della rotula nel solco trocleare. 
Gli interventi sono numerosi e vanno valutati caso per caso a seguito di uno studio ortopedico completo dell'arto posteriore colpito e del controlaterale. 
 Le lussazioni di grado 3 e 4 sono di difficile risoluzione e devono essere analizzate con estrema perizia prima della scelta chirurgica. 
Di aiuto possono essere antinfiammatori e condroprotettori: riducono il fastidio ma non influiscono sull’evoluzione della lussazione e non portano ad una riduzione della gravità. 


Nei prossimi articoli cercheremo di  prendere in rassegna tutti gli interventi chirurgici indicati per questa patologia.

Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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domenica 27 aprile 2014

Artrosi nel Cane Anziano

L’artrosi è una patologia che colpisce cani e gatti di qualunque età anche se si riscontra in misura maggiore nel cane anziano. L’artrosi è una malattia ad andamento cronico, degenerativo, caratterizzata da una distruzione progressiva della cartilagine articolare, cioè di quella sostanza che consente alle porzioni terminali delle ossa di scorrere le une sulle altre, a livello delle articolazioni. Nell’artrosi quando la cartilagine è consumata viene sostituita gradualmente dal tessuto osseo sottostante o da tessuto riparativo, questa condizione è inizialmente fastidiosa ma sfocia ben presto in dolore e difficoltà a muoversi. Nei nostri cani anziani possiamo vederla facilmente a livello di tutte quelle articolazioni che nel corso della vita non funzionavano bene. In caso di artrosi le articolazioni perdono la loro elasticità e rendono difficoltoso e doloroso il movimento.
Esistono due tipi di artrosi: quella che colpisce i cani anziani, dovuta ad un usura delle articolazioni: viene detta primaria e colpisce generalmente più articolazioni. Esiste anche un artrosi secondaria, colpisce generalmente una articolazione ed è conseguente al mal funzionamento dovuto a displasia, traumi o malformazioni. La sintomatologia dipende molto dal numero di articolazioni interessate e dalla gravità delle lesioni, le articolazioni più colpite sono le Anche, le Ginocchia e i gomiti. Le articolazioni che danno artrosi più dolorose ed invalidanti sono il ginocchio ed il gomito. L’artrosi più diffusa e conosciuta è quella che colpisce le Anche.
A seconda della gravità possiamo avere vari stadi di evoluzione, si possono contare da tre a cinque stadi di gravità. Nello stadio I il cane avrà fastidio all’articolazione e pian piano rifiuterà di saltare, tenderà a non appoggiare l’arto colpito e la zoppia diventerà evidente. Negli stadi successivi la zoppia a freddo sarà più evidente e il cane inizierà ad avere difficolta nel cambiare posizione: da sdraiato a seduto o viceversa. Nelle fasi più avanzate il cane proverà maggior dolore e rifiuterà il movimento diventando scontroso se viene forzato.
La zoppia sarà molto evidente dopo sforzi protratti o durante i mesi freddi dell’anno, potrà migliorare leggermente con il caldo. Gli ultimi stadi portano ad avere una articolazione anchilosata non più in grado di funzionare. L’anchilosi è una difesa naturale dell’organismo: l’articolazione non funziona più ma il dolore diminuisce. Nelle fasi avanzate dell’artrosi, in cui il dolore è importante, i cani possono diventare mordaci se stimolati a muoversi contro la loro volontà. Una corretta diagnosi da parte di un Medico Veterinario è la base per poter istituire una corretta terapia.
Nella nostra clinica dopo aver indagato con attenzione il soggetto e aver effettuato una serie di esami al fine di stadiare correttamente l’artrosi vengono intraprese una serie di terapie multimodali. Le terapie comprendono a seconda dei casi: riposo, adeguati esercizi fisici modulati sul tipo di artrosi presente, utilizzo di integratori a base di diversi composti che aiutano la cartilagine articolare, antinfiammatori od altro. Utilizziamo sempre di più i protettori articolari che modulati correttamente portano senza dubbio giovamento al soggetto, tra i componenti presenti negli integratori bisogna ricordare gli AGE acidi grassi essenziali ( svolgono una azione grazie agli omega tre), selenio, vitamina E, ma soprattutto prodotti a base di condritin solfato e glucosamina. Le terapie modulari riducono il numero di soggetti che necessitano di un intervento chirurgico.
I pazienti anziani hanno un'aspettativa di vita migliore e più lunga, ma il punto più importante è che viene gestito e ridotto al minimo il fastidio ed il dolore. La risposta alle terapie si nota con la ripresa dell'attività fisica del cane ( come avesse qualche anno di meno) e con un atteggiamento rilassato. Il nostro invito è quello di non sottovalutare le prime avvisaglie nel paziente che si avvicina alla terza età, di eseguire controlli periodici per garantirgli un invecchiamento sereno.
Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello.
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Cura della Displasia dell’Anca

Parliamo per una volta di Cura della Displasia dell’anca, volendo in questo modo offrire un punto di vista diverso e complementare dell’approccio tipicamente chirurgico di questa patologia.
Quella che vi racconto è la storia di Pavel, un giovane Pastore Tedesco affetto da lassità articolare che risulta essere un possibile candidato per una duplice osteotomia pelvica. Pavel viene sottoposto a un indagine preventiva per la displasia dell’anca e del gomito intorno ai sei mesi di età, da cui risultano gomiti perfetti ma a livello delle anche è presente una forte lassità articolare con un alto indice di distrazione.
Considerando i dati ottenuti dalla visita clinica e dall’indagine radiografica Pavel può essere un candidato per un eventuale intervento correttivo di duplice asteotomia pelvica.
Pavel è un cane super attivo, un continuo saltare e correre. Alla luce dei dati anamnestici e clinici si decide di comune accordo con i proprietari di procedere con un approccio conservativo e di attuare una terapia multimodale in attesa di rivalutare dopo breve periodo un eventuale intervento correttivo di DPO previa ripetizione dell’indagine radiografica.

L'obiettivo è quello di instaurare la miglior terapia per Pavel basata sulla combinazione di multimodale di farmaci, integratori e procedure correttive.
Lo schema terapeutico utilizzato per Pavel si base sull’utilizzo di un mix di procedure mediche e non mediche. Le prime comprendono una scelta di farmaci atti a limitare l’insorgere del processo infiammatorio e degenerativo articolare (vanno selezionati caso per caso). La parte non medica comprende, tra l’altro, il controllo del peso e dell'esercizio fisico, una dieta arricchita in acidi grassi (EPA) e una eventuale fisioterapia riabilitativa.
La scelta di adeguati protocolli per la gestione nel breve periodo in vista di un controllo radiografico a distanza di 40 giorni inizialmente non ha portato a una significativa riduzione della lassità articolare e Pavel è stato candidato per essere sottoposto a un intervento di DPO dopo un ulteriore periodo di terapia.
Fortunatamente per Pavel ad un ulteriore controllo pre-chirurgico della lassità articolare si è avuto un netto miglioramento e abbiamo potuto evitare la seduta chirurgica!
Il caso di Pavel mi porta a fare una considerazione del tutto personale e non supportata da dati scientifici: l’applicazione di rigorosi protocolli conservativi basati su terapie multimodali possono portare, in alcuni casi, a miglioramenti della lassità articolare tali da poter riconsiderare il quadro complessivo del paziente.
Pavel dal suo canto è contento che per ora non è stato sottoposto a chirurgia, continua con la sua terapia multimodale ed è pronto ad affrontare i successivi controlli radiografici. La scelta della migliore terapia, sia conservativa che chirurgica va valutata caso per caso e discussa attentamente con i proprietari: a volte l’una non esclude l’altra e spesso possono agire in modo sinergico.
Se vuoi approfondire l’argomento guarda la mini guida video Displasia dell'anca video.
Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello.
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Displasia dell'Anca e del Gomito nel Cane: Certificazione Ufficiale


DISCIPLINARE
PER IL CONTROLLO UFFICIALE
DELLA DISPLASIA DELL’ANCA E DELLA DISPLASIA DEL GOMITO
DEI CANI ISCRITTI AL LIBRO GENALOGICO
Art. 1
L'Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (ENCI), ai fini dell'attività selettiva di cui all’articolo 10,
lettera c) delle norme tecniche del disciplinare del libro genealogico del cane di razza, per il
controllo delle malattie ereditarie:
a) displasia dell’anca;
b) displasia del gomito,
utilizza i dati raccolti secondo le modalità previste dalla presente disciplinare, in conformità alle
regole approvate dalla Federazione Cinologica Internazionale (FCI) in data 14.6.1991.
Art. 2
L’Ufficio Centrale del libro genealogico deve:
a) raccogliere ed elaborare i dati provenienti dal controllo delle malattie ereditarie del cane,
secondo le indicazioni tecniche elaborate e fornite dalla Commissione Tecnica Centrale del libro genealogico (CTC), al fine di predisporre degli studi e dei piani di selezione correlati alla prevalenza delle varie malattie ereditarie nelle diverse razze canine allevate in Italia;
b) stabilire il protocollo per la diagnosi e le certificazioni ufficiali della displasia dell’anca e della displasia del gomito dei cani di razza, in accordo con i protocolli internazionali promossi dalla FCI;
c) registrare sul registro del libro genealogico la valutazione ufficiale per la displasia dell’anca e la displasia del gomito;
d) registrare l'avvenuto controllo della displasia dell'anca e la displasia del gomito sul certificato genealogico.
Art. 3
L’ENCI, su parere conforme della CTC riconosce, ai fini di cui all’articolo 1 e in base a quanto
previsto all’articolo 4 del presente disciplinare, l’accreditamento delle Centrali di lettura e dei
lettori ufficiali, autorizzati a certificare la displasia dell’anca e la displasia del gomito nei cani
iscritti nel libro genealogico.
Art. 4
Sono Centrali di lettura ufficiale, le Centrali di lettura riconosciute dall’ENCI, sulla base del
protocollo di cui all’allegato n.1.
Art. 5
Con apposito accordo, l’ENCI può delegare le Centrali di lettura ed i lettori ufficiali riconosciuti ad
effettuare direttamente la registrazione degli avvenuti controlli sul certificato genealogico, purché:
a) utilizzino appositi timbri con testo fornito dall’ENCI;
b) eseguano la registrazione in appositi spazi dei certificati stabiliti dall’ENCI;
c) provvedano a comunicare all’ENCI, nel termine massimo di trenta giorni, il giudizio della
lettura ufficiale, fornendo tutti i dati relativi di cui all' articolo 13.
Art. 6
1. Il controllo delle malattie della displasia dell’anca e della displasia del gomito e relative
certificazioni veterinarie devono avvenire conformemente alle norme FCI esplicitate nell’allegato
n. 2.
2. Le modifiche all'allegato n. 2, conseguenti alle norme approvate dalla FCI, sono direttamente
applicabili previa comunicazione al Ministero delle politiche agricole e forestali.
Art. 7
I medici veterinari, che intendono eseguire i controlli ufficiali per queste malattie sui cani di razza
iscritti nel libro genealogico del cane di razza, devono essere iscritti ad un Ordine provinciale e
devono sottoscrivere un accordo con una delle Centrali di lettura ufficiali accreditate dall’ENCI in
cui dichiarano anche:
a) di accettare e di seguire il presente disciplinare;
b) di poter disporre di un’apparecchiatura per la diagnostica radiografica a norma di legge;
c) di inviare alla Centrale di lettura di riferimento due radiografie di prova per ciascuna
malattia, per dimostrare il corretto posizionamento del cane per l’esame radiografico, a
meno che siano già stati accettati come referenti della Centrale prima dell’emanazione
del presente disciplinare;
d) di essere accreditati da almeno una delle Centrali di lettura riconosciute dall’ENCI
Art. 8
I medici veterinari che hanno stipulato un accordo con una delle Centrali di lettura riconosciute
dall’ENCI, provvedono ad inviarvi direttamente il/i radiogramma/i eseguito/i, il certificato
genealogico del cane controllato ed il modulo di accompagnamento.
Art. 9
I medici veterinari che hanno stipulato un accordo con una delle Centrali di lettura riconosciute
dall’ENCI utilizzano i loro moduli di accompagnamento su cui devono comparire i seguenti dati:
a) nome del cane come da certificato genealogico;
b) numero di registrazione ROI o RSR;
c) sesso e data di nascita del cane;
d) codice d’identificazione del cane (tatuaggio/microchip);
e) nome, cognome ed indirizzo del proprietario registrato sul certificato genealogico;
f) data di esecuzione dell’esame radiografico;
g) nome, cognome ed indirizzo del medico veterinario che ha eseguito l’esame radiografico
e suo numero di registrazione presso la Centrale di lettura.
Art. 10
Sul modulo di accompagnamento dell’esame radiografico devono comparire anche le seguenti
dichiarazioni:
a) dichiarazione del proprietario del cane sottoposto all’esame radiografico che attesta
l’autenticità della sua identità;
b) dichiarazione del proprietario del cane che, per quanto di sua conoscenza, il cane non è stato
sottoposto a trattamenti chirurgici finalizzati a migliorare la condizione articolare;
c) dichiarazione del proprietario che autorizza la Centrale di lettura a trattenere il radiogramma/i;
d) dichiarazione del medico veterinario che ha eseguito l’esame radiografico di aver verificato
l’identità del cane;
e) dichiarazione del medico veterinario di aver eseguito l’esame radiografico con un adeguato
stato di rilassamento muscolare del cane indicando il/i farmaco/i utilizzato/i ed il dosaggio ed
il peso del cane;
f) dichiarazione da parte del proprietario di accettazione dell’informativa riportata ai sensi
dell’art. 13 D.Lgs 30 giugno 2003, n 196 e concessione del consenso al trattamento dei dati
personali nei limiti indicati dall’informativa stessa
Art. 11
1. La Centrale di lettura valuta e certifica gli esami radiografici ricevuti dai medici veterinari
referenti, applicando le classificazioni della displasia dell’anca e del gomito descritte negli allegati
4 e 5, fornendo anche il Certificato Internazionale di cui all'allegato 6.
2. Le Centrali di lettura possono integrare le valutazioni sopra riportate con altre valutazioni
addizionali (per la displasia dell’anca l’attribuzione del punteggio di Willis adottata da BVA-KC, la
classificazione a punti di Fluckiger adottata in Svizzera, la suddivisione in 1° e 2° grado di
ciascuno dei cinque gradi della classificazione FCI, proposta dalla stessa FCI e informazioni
aggiuntive ricavate dalle valutazioni effettuate.
Art. 12
La Centrale di lettura provvede ad inviare all’ENCI ed alle Associazioni specializzate di razza
riconosciute, con cadenza mensile, i seguenti dati relativi alle letture ufficiali eseguite:
a) nome del cane;
b) razza;
c) sesso e data di nascita;
d) numero del certificato libro genealogico;
e) codice d'identificazione del cane (tatuaggio / microchip);
f) nome, cognome ed indirizzo del proprietario;
g) data e tipo di esame eseguito;
h) nome del medico veterinario che ha eseguito l'esame radiografico ed il suo numero di
registrazione alla Centrale di lettura di riferimento;
i) giudizio della Centrale di lettura sulla patologia controllata e data della Lettura.
Art. 13
La Centrale di lettura provvede ad archiviare gli esami radiografici pervenuti e certificati, per
almeno dieci anni, unitamente alla relativa documentazione (copia del modulo di
accompagnamento, copia del certificato genealogico, copia del referto ufficiale), garantendo la
sicurezza della conservazione.
Art. 14
La procedura di appello al giudizio emesso da una delle Centrali di Lettura accreditate dall’ENCI
prevede le seguenti possibilità:
A - Istanza di Verifica:
indirizzata dal proprietario del cane direttamente alla stessa Centrale di Lettura che ha emesso il
giudizio, al fine di controllare eventuali errori formali e la ratifica o meno del giudizio emesso.
Qualora la Centrale dovesse modificare il giudizio per aver riscontrato un errore, provvederà a
informarne l’ENCI e a correggere il giudizio riportato sul certificato genealogico utilizzando
apposito timbro predisposto dall’ENCI.
B - Appello di 1° grado :
il proprietario del cane inoltra all’ENCI domanda di appello per contestare il giudizio avuto,
allegando una relazione di un medico veterinario che giustifichi l’appello ed eventualmente una
nuova radiografia correttamente identificata ai sensi del punto 5 dell’allegato 2 del Disciplinare
ENCI HD/ED ed eseguita non prima di sei mesi dalla data di esecuzione di quella già giudicata. La
Commissione di Appello di 1° grado valuterà il rico rso su convocazione del Direttore entro 4 mesi
dalla sua presentazione. La Commissione di Appello di 1° grado è composta da un lettore ufficiale
indicato da ciascuna delle Centrali di Lettura riconosciute dall’ENCI e si riunisce in presenza del
Direttore dell’UC; essa delibera sull’appello presentato o confermando il giudizio o modificandolo o richiedendo la ripetizione dell’esame radiografico entro 2 mesi presso un lettore ufficiale a scelta del richiedente; in quest’ultimo caso la nuova radiografia verrà valutata dalla Commissione entro 4 mesi dalla data di esecuzione. In caso di accoglimento dell’appello, il giudizio verrà modificato con
le stesse modalità di cui al punto A e senza spese a carico del ricorrente. Nel caso invece in cui
l’appello non venga accolto, il giudizio viene confermato ed il ricorrente è tenuto a pagare le spese
stabilite dall’ENCI.
C - Appello di 2° grado:
in caso di rifiuto da parte del ricorrente del giudizio espresso dalla Commissione di 1° grado o
qualora la Commissione di 1° grado non abbia raggiu nto un giudizio condiviso, l’ENCI farà
riferimento alle apposite Commissioni di esperti internazionali per la displasia dell’anca e per la
displasia del gomito approvate dal Consiglio generale della FCI, secondo le modalità
internazionali da esso stabilite.
Art. 15
L’ENCI si riserva la facoltà di procedere a delle verifiche su cani già giudicati, sia per controlli
randomizzati, sia per motivato sospetto di irregolarità, richiedendo la ripetizione dell’esame
radiografico, con la presenza di un delegato ENCI e del proprietario del cane.
Art. 16
1. Le Centrali di lettura riconosciute dall'ENCI hanno pari dignità, scopi e funzioni.
2. L'allevatore ed il proprietario del cane sono liberi di rivolgersi a qualunque medico veterinario
che effettui il controllo ufficiale della displasia dell'anca e/o del gomito, indipendentemente dalla
Centrale di lettura cui egli è convenzionato.
3. Le associazioni specializzare di razza che, con approvazione della CTC, richiedono il controllo
o l’esenzione (per determinati gradi) da queste malattie per prove di selezione, devono fare
riferimento a tutte le Centrali di lettura riconosciute dall’ENCI.
Art. 17
Le tariffe massime applicate dalle Centrali di lettura ufficiali devono essere concordate
annualmente con l’ENCI, in occasione della riunione annuale di cui alla lettera a) dell'allegato n 1
Art. 18
1. Se allevatore o proprietario di cani, il lettore ufficiale non può effettuare diagnosi ufficiale di
displasia dell'anca e/o del gomito per soggetti nati nel proprio allevamento o per soggetti che
siano o siano stati di sua proprietà.
Art. 19
Nel caso di accertata inadempienza al presente disciplinare, l’ENCI richiama la Centrale di lettura
coinvolta al rispetto assoluto delle norme contenute. In caso di grave o ripetuta inadempienza
l’incarico ufficiale può essere revocato
Art. 20
1. L’ENCI riconosce, per cani di proprietà di cittadini italiani, anche le certificazioni ufficiali
rilasciate da altre Centrali di lettura accreditate da Kennel Club di altri Paesi dell'Unione europea
aderenti alla FCI purché aderiscano al presente disciplinare.
2. L'ENCI riconosce inoltre, per cani di proprietà di cittadini stranieri, le certificazioni ufficiali
rilasciate da altre Centrali di lettura accreditate da Kennel Club di altri Paesi dell'Unione europea
e di Paesi terzi aderenti alla FCI, dall’Orthopaedic Foundation for Animals (OFA) negli Stati Uniti
e dalla BVA/KC in Gran Bretagna, solamente se effettuate su cani i cui proprietari siano cittadini
dei rispettivi Paesi.
Art. 21
Le modifiche al presente disciplinare, di iniziativa del Ministero delle politiche agricole e forestali
entrano in vigore dalla data del relativo decreto di approvazione, quelle proposte dall'ENCI,
previo conforme parere della CTC, devono essere trasmesse al Ministero delle politiche agricole
e forestali, entro 60 giorni dalla data delle delibera della CTC. Le modifiche entrano in vigore
dalla data del relativo decreto di approvazione.


ALLEGATO N° 1
Requisiti delle Centrali di lettura Ufficiale
1. Centri di lettura accreditati
1.1 Le Centrali di lettura per la displasia dell’anca che utilizzano lettori accreditati per la
certificazione della displasia dell’anca dal Presidente della Commissione Scientifica della
FCI, Prof. Wilhelm Brass, o da un esperto tra quelli indicati dalla FCI come referenti
internazionali di appello per la displasia dell'anca, sono di fatto riconosciute dall’ENCI come
Centrali di lettura ufficiale per la displasia dell’anca, purché:
a) sottoscrivano un accordo in cui dichiarano di accettare e di seguire il presente
disciplinare;
b) ogni Centrale di lettura disponga di almeno un lettore ufficiale accreditato per la
displasia dell’anca;
c) i lettori ufficiali delle varie Centrali di lettura si riuniscano almeno una volta
all’anno, in presenza del Presidente della CTC o di un suo delegato, per
confrontarsi tra di loro sui criteri di valutazione radiografica della displasia
dell’anca, portando ciascuno un numero di casi valutati nell’anno precedente,
scelti in modo casuale dal Presidente della CTC o da un suo delegato, al fine di
effettuare una verifica incrociata e di armonizzare i giudizi forniti da ciascun
lettore;
d) i lettori ufficiali non ricadano nelle condizioni di incompatibilità elencate nell'articolo
19 del disciplinare.
1.2 Le Centrali di lettura per la displasia dell’anca riconosciute dall’ENCI ai sensi del presente
articolo possono estendere la loro competenza anche alla lettura per la displasia del gomito
purché:
a) disponga di almeno un lettore ufficiale accreditato da un esperto tra quelli indicati
dalla FCI come referenti internazionali di appello per la displasia del gomito;
b) i lettori ufficiali accreditati per la displasia del gomito delle varie Centrali di Lettura
si riuniscano almeno una volta all’anno, in presenza del Presidente della CTC o di
un suo delegato, per confrontarsi tra di loro sui criteri di valutazione radiografica
della displasia del gomito, portando ciascuno un numero di casi valutati nell’anno
precedente, scelti in modo casuale dal Presidente della CTC o da un suo
delegato, al fine di effettuare una verifica incrociata e di armonizzare i giudizi
forniti da ciascun lettore;
c) i lettori ufficiali non ricadano nelle condizioni di incompatibilità elencate
nell'articolo19 del disciplinare.
2. Accreditamento nuove Centrali di lettura
Una nuova Centrale di lettura, per poter ottenere l’accreditamento dell’ENCI come Centrale di
lettura ufficiale, deve poter:
a) disporre di almeno un lettore ufficiale che abbia ottenuto l’accreditamento per la
displasia dell’anca e per la displasia del gomito da parte di almeno due esperti
ciascuno facenti parte degli elenchi degli esperti internazionali per la displasia
dell’anca e per la displasia del gomito approvati dalla FCI, oppure da parte di una
Commissione apposita nominata dalla CTC, sulla base di una valutazione
correttamente eseguita di almeno cinquanta casi, di diverse razze, di displasia
dell’anca e di cinquanta casi di displasia del gomito, scelti a cura della
Commissione stessa;
b) ottemperare ai requisiti richiesti dal punto 1;
c) con la stessa procedura di cui alla lettera a) vengono accreditati anche i nuovi
lettori ufficiali proposti dalle Centrali di lettura ufficiali già riconosciute dall’ENCI.
ALLEGATO N° 2
Modalità di esecuzione degli esami radiografici
per la displasia dell'anca e del gomito nel cane
1. Il controllo ufficiale della displasia dell’anca e della displasia del gomito viene eseguito
mediante un esame radiografico effettuato da un medico veterinario sul cane posto in
anestesia od in sedazione profonda, per ottenere un adeguato rilassamento muscolare, e
nella proiezione radiografica richiesta per ciascuna malattia controllata.
2. La qualità tecnica delle radiografie ed il posizionamento devono essere tali da consentire
una diagnosi accurata delle malattie controllate. In caso di qualità o posizionamento
inadeguati, la Centrale di lettura richiede al medico veterinario referente di ripetere l’esame
radiografico, senza ulteriore spesa per il proprietario del cane.
3. La proiezione radiografica richiesta per il controllo della displasia dell’anca è quella definita
dalla FCI come standard 1: proiezione ventro-dorsale delle anche con arti estesi e paralleli
tra di loro, paralleli al piano sagittale del cane ed il più possibile paralleli al piano del tavolo
radiografico, con rotazione interna dei femori tale da posizionare le rotule all’interno dei
condili femorali e bacino simmetrico, con una densità radiografica tale da permettere la
visualizzazione del bordo dorsale dell’acetabolo, utilizzando una pellicola radiografica di
dimensioni tali da contenere entrambe le articolazioni delle anche ed entrambe le rotule.
4. La proiezione radiografica richiesta per il controllo della displasia del gomito è quella
richiesta dalla FCI in accordo con l’International Elbow Working Group (IEWG): proiezione
medio-laterale con il gomito flesso a 45°. E’ raccomandata, ma facoltativa anche un’ulteriore
proiezione in posizione cranio-caudale con gomito esteso e con 15° di pronazione del piede.
5. Sulla radiografia deve comparire il numero di registrazione ROI o RSR, la data di
esecuzione della radiografia, il nome del medico veterinario e/o della struttura veterinaria che
ha eseguito la radiografia e le lettere D o S (R o L) ad indicare il lato destro o sinistro
dell’anca od il gomito destro o sinistro; questi dati devono essere impressi sull’emulsione
della pellicola al momento dello sviluppo, mediante un foto-timbro o mediante nastri o lettere
radio-opachi applicati sulla cassetta radiografica prima dell’esposizione.
6. L’età minima per il controllo ufficiale della displasia dell’anca e della displasia del gomito
varia da un anno ad un anno e mezzo in funzione della razza, come specificato nell'allegato
3. In caso di palese displasia dell’anca e/o del gomito riscontrata prima dell’età minima sopra
indicata, il controllo ufficiale potrà essere anticipato.
7. Il medico veterinario, prima di eseguire l’esame radiografico ufficiale deve verificare sul
certificato genealogico la corrispondenza del proprietario del cane con il proprietario ivi
registrato, la corrispondenza del tatuaggio o del codice di microchip con l’identificazione ivi
registrata, il conseguimento dell’età del cane richiesta nell’articolo 12 del disciplinare, e che
non figuri un timbro che indichi che il cane sia già stato sottoposto a quell’esame.
8. I cani sottoposti al controllo ufficiale della displasia dell’anca, della displasia del gomito
devono essere identificati secondo le modalità previste dalle norme tecniche del libro
genealogico.
9. La certificazione ufficiale del grado di displasia deve essere eseguita unicamente presso
una Centrale di Lettura da un lettore ufficiale riconosciuto dall’ENCI.
ALLEGATO N. 3
Età minima per l'esame radiografico ufficiale nelle varie razze
1. L'età minima per l'esame radiografico per la displasia dell'anca è di 12 mesi per tutte le
razze, con le eccezioni seguenti:
a) 15 mesi per le razze Bovaro del Bernese, Grande Bovaro Svizzero, Briard e Rottweiler;
b) 18 mesi per le razze Bullmastiff, Cane da montagna dei Pirenei, Cane di San Bernardo,
Dogue de Bordeaux, Alano, Leonberger, Pastore Maremmano Abruzzese, Mastiff,
Mastino Napoletano, Terranova, Landseer continentale, Riesenschnauzer, Irish
Wolfhound, barbone Grande Mole, Barzoi, Cane da pastore del Caucaso, Cane da
pastore di Ciarplanina, Slovensky Kuvac
2. L'età minima per l'esame radiografico per la displasia gomito è di 12 mesi per tutte le
razze.
ALLEGATO N. 4
Classificazione FCI della displasia dell’anca
Grado A: nessun segno di displasia dell'anca (HD 0 / HD -).
La testa del femore e l'acetabolo sono congruenti. Il bordo craniolaterale appare
netto e leggermente arrotondato. Lo spazio articolare risulta netto ed uniforme.
L'angolo acetabolare secondo Norberg è di circa 105° o superiore. Quando inoltre
il bordo craniolaterale circonda leggermente la testa del femore in direzione
laterocaudale, la conformazione articolare viene definita "eccellente" (A1).
Grado B: articolazione dell'anca quasi normale (HD 1 / HD +/-).
La testa del femore e l'acetabolo appaiono leggermente incongruenti e l'angolo
acetabolare secondo Norberg è di circa 105° oppure il centro della testa del
femore si trova medialmente al bordo acetabolare dorsale con congruità della
testa del femore e dell'acetabolo.
Grado C: leggera displasia dell'anca (HD 2 / HD +).
La testa del femore e l'acetabolo appaiono incongruenti, l'angolo acetabolare
secondo Norberg è di circa 100° e/o il bordo cranio laterale risulta appiattito.
Possono essere presenti irregolarità o segni minori di modificazioni
osteoartrosiche a carico del margine acetabolare craniale, caudale o dorsale o
della testa e del collo del femore.
Grado D: media displasia dell'anca (HD 3 / HD ++).
Incongruità evidente tra la testa del femore e l'acetabolo con sublussazione.
L'angolo acetabolare secondo Norberg è superiore a 90°. Saranno presenti un
appiattimento del bordo craniolaterale e/o segni di osteoartrosi.
Grado E: grave displasia dell'anca (HD 4 / HD +++).
Sono presenti modificazioni marcate di tipo displastico delle anche, come
lussazione o sublussazione distinta, un angolo acetabolare secondo Norberg
inferiore a 90°, un evidente appiattimento del marg ine acetabolare craniale e
deformazione della testa del femore (a forma di fungo o appiattita) o la presenza
di altri segni di osteoartrosi.
ALLEGATO N. 5
Classificazione F.C.I. – IEWG della displasia del gomito
- Grado 0: non si riscontrano alterazioni
- Grado BL (borderline, di transizione): alterazioni articolari minime
- Grado 1: presenza di osteofiti di ampiezza < 2 mm, e/o di sclerosi subtrocleare dell’ulna e/o di incongruenza articolare < 2 mm - Grado 2: presenza di osteofiti di ampiezza da 2 a 5 mm e/o di grave sclerosi subtrocleare dell’ulna e/o di incongruenza articolare > 2 mm; alterazioni del profilo del processo coronoideo
mediale senza evidenza di frammentazione od una fusione incompleta del processo anconeo
ulnare comportano comunque il grado 2
- Grado 3: presenza di osteofiti di ampiezza > 5 mm; l’evidenza di un processo coronoideo
mediale frammentato o di una lesione del profilo del condilo omerale mediale da osteocondrite
dissecante (OCD) o da erosione (KL), o di una mancata unione del processo anconeo (UAP)
comportano comunque il grado 3. Anche i cani sottoposti ad interventi chirurgici per displasia del
gomito devono essere classificati come Grado 3 indipendentemente dal grado delle alterazioni
articolari presenti, se l’intervento eseguito è dimostrabile radiograficamente.


Documento scaricato dal sito internet ENCI

Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello.
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mercoledì 2 aprile 2014

Legamento Crociato Anteriore nel Cane

Legamento Crociato Anteriore nel Cane: dallo stiramento alla rottura.
Una delle cause più frequenti di zoppia dell’arto posteriore è senza dubbio rappresentata dalla rottura del legamento crociato craniale LCCr. Colpisce per lo più cani di taglia medio grande soprattutto se sovrappeso o molto attivi. Anche i cani di taglia medio piccola perennemente in movimento sembrano predisposti.   Esistono numerosi fattori predisponenti quali obesità, malattie metaboliche (sindrome di cushing, diabete, ipotiroidismo), alterazioni anatomiche come la lussazione della rotula o l’osteocondrite del condilo femorale. Tutto quanto fin qui citato concorre a determinare un andamento cronico progressivo che esita in un iniziale lassità del legamento fino ad una improvvisa rottura anche in assenza di eventi traumatici o secondariamente a traumi minori. Nell’uomo invece, la lesione è di solito riconducibile ad un trauma importante. Il legamento crociato craniale rappresenta la struttura più importante per la stabilizzazione del ginocchio. A seguito di questo particolare progredire delle lesioni si assiste ad una progressiva perdita di stabilità articolare a cui consegue lo sviluppo di un artropatia degenerativa progressiva e spesso di una secondaria lesione meniscale. Il menisco mediale è strettamente connesso al LCCr. Alcuni autori parlano di insufficienza del legamento crociato anteriore perché già nelle fasi iniziali del processo si rileva una grave instabilità articolare che provoca artrosi progressiva e sintomatologia algica.

Nel cane per la particolare struttura anatomica  e la conseguente biomeccanica si viene a creare una forza di scivolamento che spinge la tibia cranialmente ed è in rapporto diretto all’angolo tra il plateu tibiale e l’asse funzionale della tibia. La forza di scivolamento craniale rappresenta un fattore di stress continuo sul legamento crociato, che può portare ad una progressiva disfunzione fino alla rottura completa. Una volta persa la funzione del legamento, la tibia è in condizione di traslare cranialmente portando a schiacciamento dei menischi, ed in particolare di quello mediale.

Sulla base di questo presupposto patogenetico il trattamento deve essere volto al recupero della stabilità angolare, alla scomparsa della sintomatologia ed all’arresto dei processi degenerativi articolari causa di artrosi.

Difficilmente il trattamento conservativo può fornire risultati soddisfacenti e risolvere la sintomatologia clinica. Il trattamento di elezione per questa patologia è pertanto quelo chirurgico, purtroppo ad oggi non esiste una chirurgia che da sola rappresenti il gold standard e che possa essere utilizzata indistintamente in tutti i casi.

Fino algi anni 80 sono state sviluppate tecniche che perseguivano l’obiettivo di sostituire totalmente o funzionalmento il legamento crociato craniale. Le varie tecniche, classificabili in extracapsulari, intracapsulari o protesiche, nel corso degli anni e nonostante la grande varietà di tecniche sperimentate e/o clinicamente applicate non sui sono dimostrate scevre da inconvenienti. Con queste tecniche la persistenza di instabilità articolare e la progressione dell’artrosi si riscontrarono e si riscontrano frequentemente soprattutto nei soggetti di taqglia medio grande. A partire dagli anni 80 la comprensione del modello biomeccanico attivo del ginocchio, elaborata da Slocum e successivamente da Tepic, ha evidenziato l’esistenza di una forza traslatrice responsabile di uno stress costante a carico del LCCr, cui consegue l’iniziale lassità ed la successiva rottura improvvisa del legamento. Questa forza trasòatrice viene chiamata CTT (cranial tibial trust). Questa innovativa evoluzione del modello della biomeccanica del ginocchio, da statico a dinamico, a portato ad una sconvolgente evoluzione della tecniche chirurgiche. Da questo momento in poi tutte le tecniche hanno mirato a ristabilire l’equilibrio delle forze agenti sull’articolazione del ginocchio e di neutralizzare la spinta craniale della tibia considerata quale causa determinante della patologia e del cedimento delle varie tecniche utilizzate fino a quel momento.

In seguito a queste teorie biomeccaniche sono state elaborate metodiche chirurgiche che modificando la geometria tibiale permettono di ottenere una stabilità articolare dinamica. Queste tecniche mediante delle osteotomie prossimali della tibia rendono, alla luce dei risultati, superati in gran parte quasi tutti gli interventi chirurgici definibili di sostituzione del legamento.

Di tutte queste tecniche le osteotomie che presentano attualmente la maggior diffusione in ambito clinico sono la TTA e la TPLO. La TPLO si pone l’obiettivo di stabilizzare il ginocchio durante il carico grazie alla neutralizzazione dello scivolamento tibiale riducendo l’angolo di inclinazione del piatto tibiale. La TTA ottiene la neutralizzazione del cranial tibial trust mediante un avanzamento della cresta tibiale che porta il legamento tibio rotuleo in perpendicolare al piatto tibiale. Nonostante le tecniche e i presupposti di partenza differenti entrambe le tecniche portano alla perpendicolarità tra tendine patellare e piatto tibiale. Con entrambe le tecniche si osserva anche una conversione della spinta craniale in spinta tibiale caudale rendendo di fatto il legamento crociato caudale molto più importante per la stabilità articolare .

L’elenco completo delle tecniche comprende:

TTA: tibial tuberosità advancement o avanzamento della tuberosità tibiale
TPLO: tibial plateau levelling osteotomy o livellamento del plateu tibiale
CWTO: cranial tibial wedge osteotomy o osteotomia tibiale a cuneo chiuso
PTIO: proximal tibial intrarticular osteotomy o osteotomia intrarticolare prossimale tibiale
TTO: triple tibial osteotomy o triplice osteotomia tibiale

Al momento le tecniche in cui sono stati svolti studi biomeccanici adeguati e per le quali sono disponibili evidenze circa i risultati a medio e lungo termine sono la TPLO e la TTA. Dall’analisi di diversi articoli e dai dati clinici a disposizione si evince che sia la TTA che la TPLO sono in grado di offrire risultati consistenti e soddisfacenti. Vista la sua minor invasività e morbilità la TTA può essere la prima scelta ad eccesione di quei casi in cui il plateu tibiale sia molto inclinato o sia necessario correggere l’allineamento tibiale ottenibili invece con la TPLO.Entrambe le tecniche richiedono una attenta valutazione del paziente, un chirurgo esperto che abbia fatto un corretto percorso formativo e non di minore importanza una attenta gestione del paziente nel post operatorio da parte del proprietario.

Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello.

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