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sabato 5 aprile 2014

Epilessia nel Cane

Si può avere un cane epilettico e viverci serenamente insieme?Il termine epilessia deriva dal greco antico, e significa "prendere, prendere possesso, cogliere". In passato, l'epilessia era associata ad esperienze religiose e di possessione, anche demoniaca; per questa ragione era conosciuta come la "malattia sacra” o “male degli dei”. Era infatti opinione diffusa che le crisi epilettiche fossero una forma di attacco da parte di demoni, o che le visioni sperimentate dai pazienti fossero messaggi degli dei. Nella maggior parte delle culture le persone epilettiche venivano quindi stigmatizzate, evitate o addirittura imprigionate.

A causa di queste leggende e della drammaticità dei sintomi a cui hanno assistito durante la crisi, i proprietari sono generalmente molto spaventati e preoccupati nel momento in cui si rivolgono al veterinario. Spesso al momento della diagnosi segue lo sconforto, poiché alcuni proprietari sono contrari a dare al loro cane un "medicinale" per lunghi periodi, e pensano che la condizione di avere un animale "costantemente sotto farmaco" sia inaccettabile.
 
Questo articolo è proprio rivolto a loro, e si prefigge di evidenziare alcuni concetti fondamentali e di fornire strumenti e consigli per la gestione del cane epilettico.
  1. L’epilessia è una malattia comune, quindi diversi cani che incontri ogni giorno probabilmente soffrono di epilessia… Lo avresti mai detto?
  1. Un singolo attacco epilettico, anche grave, non provoca praticamente mai la morte dell’animale: la cosa più semplice è lasciarlo passare e, subito dopo, rivolgersi al proprio medico veterinario per decidere la soluzione terapeutica migliore per il suo caso.
  1. L’epilessia non è una malattia contagiosa, quindi non si trasmette né agli altri animali né alle persone. Anche bambini, anziani e persone immunodepresse possono vivere tranquillamente con un animale epilettico senza che ciò rappresenti un pericolo per la loro salute.
  1. Un cane affetto da epilessia può condurre una vita normalissima; può quindi continuare ad uscire e giocare come sempre...L’importante è seguire i consigli del veterinario per curarlo al meglio.
  1. Si può avere un cane epilettico e vivere felicemente insieme! Questo non è un sogno ma una realtà quotidiana di molti proprietari e dei loro animali.

Per la gestione del cane epilettico è quindi fondamentale:
  • Affidarsi ad un Veterinario di fiducia
  • Somministrare i farmaci con regolarità
  • Somministrare i farmaci alle dosi indicate dal Veterinario
  • Non modificare per nessun motivo la terapia senza essersi consultati con il Medico curante
  • Non interrompere mai la terapia, neppure se il cane non ha più avuto crisi
  • Annotare il numero delle crisi
  • Annotare la dinamica delle crisi
  • Eseguire gli esami di controllo concordati con il Veterinario
  • Discutere i propri dubbi con il veterinario di fiducia e non con l’amica del parco
L’epilessia è una malattia cronica che va gestita a volte per tutta la vita, essere precisi, regolari e positivi aiuta a far vivere meglio il nostro cane.
 
Articolo a cura  Clinica Veterinaria Borgarello
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Epilessia nel Cane





L’epilessia nel cane è un argomento molto sentito, viste la gravità e drammaticità della sintomatologia. Per questa ragione vi proponiamo una raccolta delle più comuni domande che i proprietari di animali epilettici pongono al veterinario.



1) Che cos’è l’epilessia? 


Abbiamo trattato diffusamente l’epilessia nel cane in questo articolo:Epilessia nel Cane





2) Come si diagnostica l’epilessia? 


In seguito ad una crisi epilettica è opportuna una visita accurata. I soggetti colpiti sono solitamente normali fra un episodio e l’altro; per questo motivo l’anamnesi, ossia la raccolta dettagliata di notizie sulla vita del paziente, riveste un ruolo fondamentale. Il veterinario vi chiederà quindi di descrivere nei particolari l’accaduto, e potrebbe essere utile filmare l’attacco, se avete le freddezza di farlo.





3) Quali esami bisogna fare per arrivare alla diagnosi di epilessia? 


La diagnosi di epilessia primaria è una diagnosi per esclusione; ciò significa che è necessario valutare tutte le altre possibili cause di crisi convulsive per arrivare alla diagnosi. Esistono algoritmi specifici da seguire per determinare caso per caso quali sono gli esami e le indagini da eseguire.



4) Quando devo aspettarmi una crisi convulsiva? 


Anche se è difficile fare previsioni, si è notato che la maggior parte delle crisi avviene quando il cane è rilassato, in alcuni casi addirittura durante il sonno, mentre è abbastanza raro che una crisi si manifesti durante l’esercizio fisico.





5) Una singola crisi epilettica è pericolosa per la salute del cane? 


I danni cerebrali legati dall’epilessia sono cumulativi, legati cioè al ripetersi nel tempo di molte crisi; di norma quindi un singolo episodio non provoca danni apprezzabili. Le crisi convulsive, se non curate, possono però, con il passare del tempo, aggravarsi e diventare più intense e più frequenti.





6) Quando una crisi epilettica è realmente pericolosa per il cane?


L’epilessia rappresenta un’emergenza medica, e diventa pericolosa per il cane, quando l’animale manifesta il cosiddetto “stato epilettico”, una condizione caratterizzata da convulsioni generalizzate di durata superiore a cinque minuti oppure le “crisi a grappolo”, ovvero crisi che si susseguono rapidamente. Lo stato epilettico e le crisi a grappolo richiedono l’immediato controllo, poiché si è dimostrato che l’attività convulsiva che dura per 20 minuti o più può provocare seri danni neuronali permanenti.





7) Cosa posso fare durante una crisi epilettica? 


Durante la crisi il proprietario non deve fare assolutamente nulla, nonostante la scena che si presenta ai suoi occhi possa essere senza dubbio definita terrificante. Bisogna assolutamente evitare di cercare di aprire la bocca del cane, perché l’animale non corre né il pericolo di soffocare né quello di “ingoiare la lingua”, mentre il proprietario rischia morsicature anche gravi. Durante questa fase, infatti, il vostro cane è incosciente e non può riconoscervi. Anche se può sembrare banale, l’unica cosa utile può essere spostare gli oggetti con cui il cane potrebbe ferirsi durante le contrazioni muscolari. Dopo la crisi, nella cosiddetta fase post-ictale, che ha durata variabile da pochi minuti ad alcuni giorni, possono manifestarsi debolezza, disorientamento, paura, midriasi (pupille dilatate), cecità transitoria e polifagia (aumento dell’appetito). In questo periodo l’animale va lasciato assolutamente tranquillo, e sarà lui stesso a far capire quando tutto sarà tornato alla normalità.





8) L’epilessia primaria si può curare? 


La terapia per l’epilessia primaria ha buone probabilità di successo. La terapia anticonvulsiva è l’unico trattamento per l’epilessia primaria, ma non tutti gli animali che ne sono affetti la richiedono. Quelli che hanno avuto un solo episodio oppure li hanno raramente probabilmente non necessitano di terapia. I cani trattati precocemente dopo l’esordio dell’epilessia possono riportare un migliore controllo a lungo termine degli attacchi rispetto a quelli che iniziano il trattamento solo dopo molti episodi.





9) Il mio cane potrà guarire? 


Per rispondere a questa domanda è necessario fare una distinzione fra epilessia primaria e secondaria. Il primo principio nel trattamento dell’epilessia secondaria dev’essere quello di curare la causa, poiché il trattamento di questa potrebbe condurre alla risoluzione della sintomatologia. Se ciò non è possibile, come nel caso dell’epilessia primaria, è necessario curare le crisi convulsive con farmaci antiepilettici. Purtroppo il controllo completo o l’eliminazione della patologia sono raramente possibili. L’obiettivo della terapia è infatti la riduzione della frequenza e della gravità degli attacchi.




10) Quanto è impegnativo trattare il mio cane? 


I farmaci utilizzati per la terapia dell’epilessia primaria vengono somministrati per bocca, ed i cani li assumono senza particolari problemi. I proprietari degli animali colpiti devono però essere preparati ad impegnarsi a somministrare i farmaci tutti i giorni per tutta la vita dell’animale e ad effettuare controlli periodici dal veterinario per valutare l’efficacia della terapia e la risposta dell’organismo. Bisogna astenersi dal voler modificare la terapia senza prima averlo concordato con il medico curante.



11) È possibile che il mio cane, nonostante la terapia, non migliori? 


Purtroppo è possibile, soprattutto nella fase iniziale di impostazione della terapia. In alcuni casi, infatti, occorre del tempo per scegliere adeguatamente il farmaco ed il dosaggio ideale. Una buona comunicazione tra veterinario e proprietario è alla base del successo della terapia.





12) Quali farmaci esistono per curare l’epilessia? 


Il farmaco base è stato per molti anni, e continua ad essere tutt’oggi, il fenobarbitale sodico, che si trova solamente in formulazione per uso umano. Nei casi di refrattarietà può venire associato il bromuro di potassio. Ultimamente è stato studiato un farmaco appositamente per la specie canina a base di imepiotina. È importante ricordare e tenere ben presente che non tutti i farmaci utilizzati in umana funzionano o possono venire utilizzati sul cane.





Articolo a cura  della Clinica Veterinaria Borgarello


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