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sabato 7 giugno 2014

Terapia Laser nella Displasia dell' Anca


In questo articolo affronteremo l’argomento displasia dell’anca e laser terapia MLS.

La displasia dell’anca è un’anomalia dell’articolazione coxo-femorale che può colpire due popolazioni di animali: i pazienti di età compresa tra i 5 ed i 10 mesi ed i pazienti adulti affetti da artropatia degenerativa cronica (DJD, acronimo di Degenerative Joint Disease).

Nei pazienti giovani la patologia è caratterizzata dalla sublussazione o dalla lussazione completa della testa del femore, mentre in quelli più anziani da un’artropatia degenerativa di grado variabile da lieve a grave.



L’anamnesi ed i segni clinici dipendono dell’età del soggetto: i sintomi nei pazienti giovani includono la difficoltà ad alzarsi dopo il riposo, l’intolleranza all’esercizio, la zoppia intermittente o continua, il dolore durante la rotazione esterna e l’abduzione dell’articolazione dell’anca e lo scarso sviluppo della muscolatura pelvica. Nei cani giovani il dolore provocato dalla displasia dell’anca è legato all’erosione della cartilagine articolare, con conseguente esposizione delle terminazioni nervose dell’osso subcondrale, e dall’eccessiva trazione sui tessuti molli provocata dalla lassità dell’articolazione.



Nei cani adulti il quadro clinico è invece legato all’osteoartrosi, una degenerazione cartilaginea lenta e progressiva con produzione di osteofiti marginali e sclerosi subcondrale. Il sintomo principale è il dolore, che si manifesta maggiormente con l’uso della parte e che si allevia con il riposo. I sintomi clinici possono essere progressivi oppure insorgere improvvisamente in seguito ad un’attività fisica intensa durante la quale si sia verificata una lacerazione oppure una lesione di altro tipo a carico dei tessuti molli circostanti l’articolazione alterata. 

I segni attribuibili alla dolorabilità dell’articolazione sono rappresentati da difficoltà nel passaggio alla stazione (si alza a fatica e con lentezza), intolleranza all’esercizio (il soggetto preferisce sedersi piuttosto che camminare), zoppia monolaterale o, più frequentemente, bilaterale a caldo (dopo l’esercizio), atrofia della muscolatura pelvica (soprattutto dei muscoli della coscia) associata ad ipertrofia dei muscoli della spalla (determinata dallo spostamento anteriore del peso e dal maggior sforzo compiuto dagli arti anteriori), andatura ondeggiante, dolore e riduzione della possibilità di estensione dell’articolazione.



Il trattamento della displasia dell’anca può essere di tipo medico o chirurgico, e la scelta dipende dall’età del paziente, dal grado di disagio, dai rilievi all’esame obiettivo e radiografico e dalle aspettative del proprietario.

Un caso esemplificativo di successo della laser terapia MLS è quello di Teresa, una cagna anziana portata in clinica per problemi di deambulazione ed incontinenza urinaria notturna. Teresa, affetta da nocturia (urgenza di minzione che causa l’interruzione del sonno), pur essendo abituata a svegliare la proprietaria durante la notte per essere portata fuori, da qualche tempo aveva smesso di farlo ed urinava in casa.

La visita clinica ha evidenziato la presenza di dolore agli arti posteriori, e l’indagine radiografica ha consentito di formulare la diagnosi di grave artrosi sia all’anca sia al gomito con la presenza di osteofitosi ed eburneazione ossea. La diagnosi è stata di grave artrosi degenerativa a livello delle anche e dei gomiti.

Si è quindi deciso di sottoporre Teresa ad una terapia medica multimodale appositamente studiata, che comprendeva: l’analisi del regime alimentare, integrazione con vitamine e “condroprotettori” calibrati per Teresa, gestione del dolore e dell’infiammazione con FANS e laser terapia MLS.

In questo caso la laser terapia MLS è stata scelta per il duplice scopo di sfruttare i benefici per l’artrosi e per il controllo del dolore. L’apparecchio per la laser terapia MLS presente nella nostra struttura, MLS Multiwave locked system, consente di utilizzare due protocolli differenti, uno a punti ed uno a zona, e ci ha permesso di studiare per Teresa un protocollo che comprendeva sedute di laser terapia a giorni alterni per tre settimane.



Con grande soddisfazione della proprietaria, grazie alla terapia è aumentata la mobilità oggettiva di Teresa, ed il cane riesce nuovamente a trattenere l’urina per il tempo necessario a svegliarla per essere accompagnata fuori.

Alla luce di quanto esposto e degli ottimi risultati ottenuti riteniamo che la laser terapia MLS possa essere un valido aiuto nel trattamento della displasia dell’anca nel cane anziano.

Se vuoi approfondire l’argomento leggi tutti gli articoli già pubblicati sulla Displasia dell'Anca o sulla Laser Terapia 
Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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domenica 27 aprile 2014

Piaghe da Decubito: la Laser Terapia


MLS Laser Terapia nelle piaghe da decubito e nelle ferite aperte. 
La gestione delle ferite e delle piaghe rappresenta un grosso capitolo della fisioterapia sia nell’uomo che negli animali. Nei traumi molto spesso si hanno delle ferite che devono rimarginarsi per seconda intenzione: vanno quindi trattate come ferite aperte. 

Molti pazienti ortopedici e neurologici necessitano di lunghi periodi di degenza associati a decubito permanente. L’incapacità a muoversi di questi pazienti può portare allo sviluppo di piaghe da decubito. Le ferite e le piaghe che si formano sulle prominenze ossee molto spesso esitano in ritardi di guarigione dovute all’ischemia determinata dalla compressione.
Altre condizioni, come ad esempio lesioni neurologiche (paralisi), vascolari (malattie che causano una cattiva circolazione sanguigna), metaboliche (diabete mellito o iperadrenocorticismo ) , e la malnutrizione, possono aumentare il rischio per lo sviluppo di piaghe da decubito. 
Le piaghe in medicina veterinaria si sviluppano generalmente in pazienti che non possono o non vogliono cambiare posizione.
Le sedi anatomiche in cui si rilevano principalmente le lesioni sono:
- tuberosità ischiatica
- grande trocantere
- calcaneo
- malleolo laterale della tibia
- bordo laterale delle zampe

Il miglior trattamento consiste nella prevenzione ma purtroppo non sempre è attuabile e a volte pur con tutte le precauzioni le ulcere si formano ugualmente. La piaghe da decubito rappresentano una grave causa di morbilità e mortalità anche nell’uomo.
A livello internazionale sono stati sviluppati diverse classificazioni delle piaghe da decubito, una delle più utilizzate è quella della NPUAP che può essere utilizzata sia in umana che in veterinaria. 
Le piaghe vengono suddivise in quattro stadi: 
- stadio 1: Eritema stabile della pelle (non lacerata) non reversibile alla digito pressione, lo stadio 1 preannuncia l’ulcerazione della pelle.
- Stadio 2: Ferita a spessore parziale con ulcera superficiale e si preannuncia clinicamente come un abrasione, una vescica o una leggera cavità.
- Stadio 3: Ferita a tutto spessore che implica danno o necrosi del tessuto sottocutaneo e che si può estendere fino alla fascia sottostante ma senza attraversarla. L’ulcera si presenta come una profonda cavità con o meno canalizzazioni.
- Stadio 4: Ferita a tutto spessore con estesa distruzione dei tessuti, presenza di necrosi o danno ai muscoli, ossa o altre strutture.
Il trattamento di queste lesioni si presenta lungo ed indaginoso. 
Negli ultimi anni sono state messe a punto nuove procedure che preveduno tempi di guarigione ridotti utilizzando la laser terapia in associazione alle terapie classiche.
Negli ultimi 30 anni ci sono state numerose segnalazioni che indicano il potenziale di biostimolazione del laser come facilitante ila guarigione delle ferite aperte e delle piaghe.
In vitro la laser terapia facilita la sintesi del collagene, la mobilizzazione dei cheratinociti, il rilascio dei fattori di crescita, la trasformazione dei fibroblasti in miofibroblasti e un accerato processo di angiogenesi. 

Molti autori degli studi clinici hanno segnalato i vantaggi del laser a basso livello nel trattamento coadiuvante nei disturbi della cicatrizzazione anche in pazienti con problemi metabolici come ad esempio il diabete.
Si iniziano a trovare lavori che valutano positivamente la laser terapia nel cane e nel gatto come adiuvante le classiche procedure applicate in casi di piaghe da decubito o ferite che devono guarire per seconda intenzione.
La guarigione delle ferite è rappresentata da un complesso percorso biologico che deve seguire un determinato ordine: fase infiammatoria, fase di proliferazione-riepitelizzazione e poi il rimodellamento. 

La durata di ogni fase varia a seconda della ferita ed è influenzata da molti fattori che agiscono su tutti i mediatori chimici coinvolti nel processo. Citochine, fattori di crescita e altri componenti cellulari possono esprimere la loro azione sia in modo positivo che negativamente. 

Nelle ferite a tutto spessore può capitare che i processi non procedano in modo ordinato e che l’infiammazione cronica, le infezioni ripetute esitino in una contrazione cicatriziale che prolunga notevolmente i tempi di guarigione. 

 La laser terapia MLS è stata pensata per stimolare i normali processi riparativi con diversi meccanismi:


- vasodilatazione che aumenta l’apporto di nutrienti e fattori di crescita a livello della sede trattata.


- Attiva i fibroblasti e aumenta la sintesi di collagene.


- Stimola la rigenerazione cellulare.


- Aumenta il drenaggio linfatico.


- Riduce l’incidenza di ipercheratosi a livello della cicatrice 

Normalmente consigliamo la laser terapia MLS in associazione a presidi terapeutici topici e sistemici tradizionali. La terapia modulare deve essere valutata caso per caso e adeguata alle effettive necessità del paziente.

Le sedute di laser terapia generalmente possono essere giornaliere nella prima settimana poi effettuate a giorni alterni. Le applicazioni laser non sono invasive e vengono ben tollerate da tutti i pazienti. Generalmente il cane od il gatto possono rimanere sdraiati o accovacciati con il proprietario durante il trattamento.

Prossimamente tratteremo dettagliatamente ognuno di questi punti e approfondiremo il discorso fisico del funzionamento del laser.
Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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Laserterapia Veterinaria

LASER e` l’acronimo di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation (amplificazione di luce per mezzo di un’emissione stimolata di radiazioni). Il laser e` ampiamente applicato nel campo della medicina umana e veterinaria e la gamma di patologie che vengono trattate con il i laser a bassa potenza risulta piuttosto vasta.
La laserterapia e` una terapia fisica che utilizza la luce per produrre effetti terapeutici e benefici laser sull’organismo.Il raggio laser viene veicolato con un trasduttore sulla pelle affinché l’energia luminosa venga assorbita dal tessuto dove interagisce con varie molecole dette cromofori, portando a diversi effetti biologici.
La terapia laser e` una tecnica terapeutica non invasiva, indolore e di semplice applicazione. I principali effetti terapeutici della luce laser utilizzati nella terapia dei piccoli animali sono l’effetto antinfiammatorio, l’effetto analgesico, l’effetto antiedemigeno e l’effetto biostimolante. Tutti queste azioni benefiche sono prodotte dagli effetti biologici indotti dalla radiazione laser a livello cellulare e tissutale.


L’interazione della radiazione laser a livello tissutale può produrre tre tipi di effetti biologici:


  1. effetto fotochimico

  2. effetto fototermico
  3. effetto fotomeccanico.
Effetto fotochimico


Le reazioni fotochimiche, conseguenti all’assorbimento dell’energia da parte dei cromofori, possono produrre processi fotobiologici complessi che si traducono principalmente nell’aumento di produzione di ATP, nell’incremento nella sintesi delle proteine e degli acidi nucleici, nell’attivazione enzimatica e nell’aumento del turnover metabolico.L’ATP rappresenta la fonte energetica della cellula, per intenderci la sua benzina, il trattamento con il laser porta ad una maggior sintesi dell’ATP ed una maggior disponibilità di energia a livello cellulare. Questo facilita il recupero funzionale e morfologico in caso di danni provocati da processi infiammatorie degenerativi o da eventi traumatici.


Effetto fototermico


Gli effetti fototermici derivano dalla conversione dell’energia ottica in calore: si è visto che a livello terapeutico, gli incrementi di temperatura fino a 42° promuovono gli effetti anabolici, analgesici e antinfiammatori sui tessuti. L’effetto termico riesce ad aumentare la velocita` di molte reazioni biochimiche, indurre una moderata vasodilatazione, con un maggior apporto di ossigeno e sostanze nutritive ai tessuti. Parallelamente determina una aumentata velocita` di rimozione dei cataboliti inoltre il calore induce un rilassamento locale dei tessuti con un conseguente effetto analgesico.


Effetto fotomeccanico


L’effetto fotomeccanico deriva dall’effetto fototermico e induce nella matrice extracellulare delle modificazioni che si traducono in stimoli in grado di stimolare le cellule e favorire i processi di guarigione. L’aumento della peristalsi linfatica provocata dall’effetto fotomeccanico facilita il drenaggio degli edemi di origine infiammatoria e la riattivazione del microcircolo tissutale. L’ossigenazione dei tessuti trattati risulta maggiore.


Ma lasciamo questa parte teorica per vedere clinicamente perché possono essere utilizzati i laser terapeutici e tramite quali azioni svolgono i loro effetti benefici. Dalla somma di queste azioni derivano tutti i campi e le indicazioni di utilizzo di queste terapie.


  • Azione antinfiammatoria: grazie alla stimolazione biologica dei tessuti con l’aumento dell’eliminazione dei cataboliti, la vasodilatazione con incremento dell’apporto di ossigeno e sostanze nutritizie, e la stabilizzazione delle membrane cellulari.
  • Azione antidolorifica: aiutando il drenaggio (grazie alla vasodilatazione) delle sostanze algogene a livello delle terminazioni nocicettive e incrementando la produzione di sostanze morfino-mimetiche quali endorfine ed encefaline che hanno già di per sé attività analgesica.
  • Azione biostimolante: migliorando i processi energetici cellulari e incrementando i processi riparativi dei tessuti e la produzione di collagene.
  • Azione antiedemigena: aumenta il drenaggio da parte dei linfatici delle sostanze edemigene.
Vediamo quali possono essere le indicazioni terapeutiche della laser terapia:


Artrosi dell’anca

Artrosi del ginocchio

Artrosi del gomito

Artrosi della spalla

Cistite idiopatica

Contrattura muscolare

Dermatite interdigitale

Edemi

Ematomi

Ferite cutanee

Ferite cutanee infette

Ferite cutanee estese

Fistole perianali

Gengiviti

Granulomi da leccamento

Granulomi lineari

Otiti acute e croniche

Piaghe da decubito

Post-operatorio tessuto molli

Post-operatorio nelle fratture

Post-operatorio chirurgie osteo/articolari

Protrusioni discali

Sieromi

Spondilosi/spondiloartrosi

Strappi/stiramenti muscolari


Prossimamente tratteremo dettagliatamente ognuno di questi punti e approfondiremo il discorso fisico del funzionamento del laser. Continua a seguirci e se hai bisogno per il tuo cane/gatto o hai bisogno anche solo di un consulto chiamaci in clinica senza impegno (0116471100) saremo felici di aiutarti.
Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello.
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